Menu

leroy merlin1.275 miliardi di euro di fatturato, 92 GWh di consumi energetici, 9% diminuzione emissioni CO2 Supply Chain, 97% dei Collaboratori a tempo indeterminato. Sono questi i dati più salienti che emergono dal rapporto "Sviluppo Sostenibile 2012" di Leroy Merlin, azienda della distribuzione specializzata in bricolage e fai‐da‐te, che è stato presentato oggi a Milano, insieme ai risultati dell'accordo volontario sottoscritto con il Ministero dell'Ambiente a inizio anno per l'analisi, la riduzione e la neutralizzazione dell'impatto sul clima.

Leroy Merlin, prima azienda della Grande Distribuzione ad aver sottoscritto con il dicastero l'impegno per misure di riduzione dell'impatto ambientale, ha scelto come tema del Bilancio di Sostenibilità 2012 il connubio tra uomo e natura e include i più significativi progetti sia in ambito sociale sia ambientale, oltre a informazioni inerenti la performance economica.

La metodologia adottata nella redazione del documento fa riferimento alla terza versione della Sustainability Reporting Guidelines del Global Reporting Initiative GRI G3, mentre le informazioni contenute nel Report si riferiscono ai contenuti e agli indicatori che riflettono gli impatti maggiormente significativi a livello economico, ambientale e sociale. In fase preparatoria per la stesura del Report è stata svolta un'indagine ai principali stakeholder (collaboratori, clienti, fornitori, ONP), al fine di definire le priorità in ambito di Responsabilità Sociale d'Impresa.

Per raggiungere in modo diretto il maggior numero di interlocutori e per poter "sostenere" la scelta green, è stato deciso, poi, di non stampare la pubblicazione: il rapporto sarà diffuso soltanto on line unitamente a un breve cortometraggio che sintetizzerà l'impegno sociale e ambientale. All'interno del rapporto, è possibile consultare anche l'inventario delle emissioni gas effetto serra (GHG) a livello consolidato e di singolo negozio.

Al fine di contrastare i cambiamenti climatici e di neutralizzare le emissioni di gas serra prodotte dal proprio ciclo distributivo, Leroy Merlin ha deciso nel 2012 di generare una serie di positivi servizi ambientali (emissione di ossigeno, assorbimento della CO2, filtraggio delle acque, riduzione dell'inquinamento da fertilizzanti e da pesticidi) mediante il supporto dell'attività di produzione di legname locale generato da piantagioni di pioppo distribuiti nei territori vicini ad alcune delle proprie unità logistiche. Tale obiettivo è raggiungibile attraverso la promozione della gestione sostenibile del territorio pioppicolo, assicurato dal rispetto dello standard gestionale individuato da PEFC Italia.

"Mi piace ricordare che parlare di responsabilità sociale e ambientale non è una moda, non è un'azione puramente comunicativa per dire che siamo un'azienda responsabile. È piuttosto un elemento fondante della nostra strategia che vogliamo portare avanti concretamente in ogni negozio e ogni servizio", spiega Thomas Bouret, Amministratore Delegato di Leroy Merlin Italia. Leroy Merlin "vuole essere l'azienda leader sul mercato nazionale e nel Gruppo ADEO sulla eco‐sostenibilità, attuando con coraggio e coerenza la nostra ambizione. Dobbiamo concretizzare la passione per gli uomini e il rispetto per la Terra educando, innovando e modificando le abitudini e gli stili di vita dei nostri collaboratori, clienti, fornitori e comunità e di tutte le persone con le quali entriamo in relazione", conclude Bouret.

GreenBiz.it ha chiesto ad Andrea Molocchi, partner Ecba Project srl, di analizzare il Report. Per Molocchi "il ruolo di un'impresa della grande distribuzione nell'ottimizzare la logistica e contenere i prezzi è di fondamentale importanza per i consumatori, che possono in questo modo beneficiare della scelta fra un'ampia gamma di prodotti a costi estremamente limitati. È nello stesso tempo importante che le imprese della GDO si pongano il problema della sostenibilità ambientale anche a monte e a valle del proprio segmento di operatività, coinvolgendo i fornitori sin dall'inizio della catena logistica, ad esempio i fornitori del servizio di trasporto marittimo".

È in questo senso, continua Molocchi, che "l'impegno di Leroy Merlin di monitorare e cercare di minimizzare gli impatti ambientali della propria catena logistica, in particolare per quanto riguarda l'inclusione dei percorsi effettuati dai clienti e quelli associati alla consegna delle merci a casa, è aprezzabile. È anche importante che nei bilanci di sostenibilità delle imprese della GDO siano migliorati i dati sulla provenienza delle merci e sulle modalità di trasporto utilizzate sin dall'inizio della catena logistica, incluso il trasporto marittimo, che può incidere per 30-40 euro di costi esterni per TEU ogni 1000 km.

Infine, un suggerimento: "in aggiunta agli indicatori raccomandati dalla GRI, un'impresa come Leroy Merlin potrebbe misurare le proprie performance ambientali anche utilizzando il metro economico delle esternalità. Questo consentirebbe di valorizzare il beneficio ambientale delle iniziative di accorciamento della catena logistica e di utilizzo dell'intermodalità, e di confrontare le proprie prestazioni con quelle dei concorrenti e col benchmark di settore", conclude Molocchi.

Roberta Ragni

Per scaricare il Report clicca qui

GreenBiz.it

Network