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sostenibilità2Nella società di oggi, la parola "sostenibile" è stata di fatto svuotata del suo vero significato. Lo dimostrano i moltissimi prodotti etichettati come "sostenibili", ma che in realtà sono solo un po' meno dannosi rispetto alle alternative convenzionali. È questo quello che rivela un interessante report del Worldwatch Institute dal titolo "State of the World 2013: Is Sustainability Still Possible?", in cui diversi esperti rispondono alla domanda: "la sostenibilità è ancora possibile?".


Sono loro che si sforzano di definire metriche di sostenibilità chiare, esaminando le diverse politiche e prospettive e toccando settori come quello della geoingegneria, dell'ingegneria culturale, della trasformazione aziendale e delle numerose soluzioni energetiche che potrebbero mettere il mondo sulla giusta strada, senza diminuire il benessere delle generazioni future.

"Mentre l'uso sempre più diffuso del termine "sostenibile" riflette una maggiore consapevolezza pubblica della situazione ambientale che ci troviamo di fronte, la realtà è che le azioni intraprese per affrontare questo problema sono ancora lontane", si legge in una nota dell'istituto.

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È per questo che, invece di diventare un termine utilizzato, così, come dire, "a caso", la sostenibilità avrebbe bisogno di essere definita e quantificata scientificamente. Servirebbe, a riguardo, una metrica ben definita, non solo per stabilirne i limiti e porre fine all'abuso che se be fa, ma anche, e soprattutto, per misurarne i progressi.

Lo dice chiaramente "State of the World 2013", riunendo la saggezza di alcuni dei migliori pensatori ambientalisti (tra glia altri, David Orr, Sandra Postel, Herman Daly, Annie Leonard, Kim Stanley Robinson) in un emozionante alternarsi di argomenti, voci e pensieri, fusi in un tutt'uno per offrire una visione convincente, lucida e accessibile di dove siamo, e, soprattutto, di dove dovremmo andare.

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Roberta Ragni

GreenBiz.it

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